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Lavoro: negoziazione assistita anche per le conciliazioni tra datore e dipendente

Il Consiglio dei Ministri ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 212 del 12 settembre 2014, il decreto Legge 12 settembre 2014, n. 132 con le misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell’arretrato in materia di processo civile. Una delle principali novità del decreto sulla riforma della Giustizia appena varato dal Governo riguarda il caso di accordi di conciliazione tra datore di lavoro e dipendente, prevedendo, una procedura di negoziazione assistita da un avvocato, che si affiancherà ai più conosciuti tentativi di concilizione previsti presso la Direzione territoriale del lavoro (art. 410 c.p.c.) e presso la sede sindacale (art. 411 c.p.c.).

Esso è un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati. La convenzione di negoziazione deve precisare: a) il termine concordato dalle parti per l’espletamento della procedura, in ogni caso non inferiore a un mese; b) l’oggetto della controversia, che non deve riguardare diritti indisponibili.

La convenzione è redatta, a pena di nullità, in forma scritta e conclusa, per l’appunto, con l’assistenza di un avvocato. La novità legislativa permetterà di rendere inoppugnabili gli accordi, quindi, anche senza andare presso le tradizionali sedi protette, a condizione che le parti abbiano formalmente avviato la procedura sopra descritta. In questo modo si riducono molto i tempi di gestione della lite, anche se va considerato che la negoziazione ha una durata minima di almeno un mese.