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Lavoro: tutte le novità della riforma del lavoro

La riforma del lavoro punta sul contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti: la formula destinata ai neoassunti, con garanzie «work in progress», è la colonna portante dell’emendamento del governo al «Jobs Act», depositato in questi giorni in commissione lavoro, a palazzo Madama. Ed il restyling del disegno di legge delega (1428) è davvero ricco, poiché si modifica il sistema dei controlli a distanza, servendosi di nuove tecnologie per la «sorveglianza» (senza intaccare «dignità e riservatezza» del dipendente) e s’inserisce, «eventualmente anche in via sperimentale», il salario minimo per le collaborazioni coordinate e continuative.

Di seguito alcune tra le novità principali contenute nella delega sul lavoro approvata oggi in Commissione Lavoro al Senato: contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (e con tutta probabilità senza reintegro in caso di licenziamento giudicato illegittimo) per i nuovi assunti; riordino della cassa integrazione con nuovi limiti all’utilizzo dello strumento; razionalizzazione degli incentivi all’assunzione e in generale riordino dei servizi del lavoro e delle politiche attive; rimodulazione dell’Aspi (l’assegno di disoccupazione) in relazione alla carriera contributiva del lavoratore con l’estensione, però, anche ai collaboratori; ferie “solidali”. Si arriverà poi all’istituzione di un’agenzia unica per i controlli nei luoghi di lavoro; sotto un unico ente finiranno i servizi ispettivi del dicastero del welfare, dell’Inps e dell’Inail, che agiranno in coordinamento con le medesime strutture delle Asl (le Aziende sanitarie locali) e delle Arpa (le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente).